Bibl.: «lo Specchio», Pisa, I (1995), N. 13 (15 luglio), p. 13

Besnik Dizdari
BUONI I RAPPORTI SPORTIVI ITALO-ALBANESI
Alcuni italiani nel passato e nel presente dello sport d’Oltreadriatico

Besnik Dizdari è fra i giornalisti albanesi più noti, avendo creato uno stile originale nella pubblicistica sportiva; grazie alla sua attività professionale è stato scelto e citato dall'autorevole «Who's Who in the World», edizione 1998
Besnik Dizdari është ndër gazetarët më të njohur të Shqipërisë duke kruijuar një stil të tijin në publicistikën sportive dhe falë arritjeve të tij është përzgjedhur dhe përfshirë në botimin e mirënjohur «Who's Who in the World» të vitit 1998
Besnik Dizdari is one of the most well-known Albanian journalists, because he has an original style in his sports articles; thanks to his professional activity he was chosen and mentioned by authoritative «Who's Who in the World», 1998 edition

Tempo fa ho letto su un noto quotidiano sportivo italiano un pezzo che mi ha commosso. Un’intervista ad un calciatore del Brindisi, Fotuzi (ex 17 Nëntori, oggi Sportklub). Ciò è ulteriore indice di sostegno che l’Italia sportiva porge a questi giovani albanesi.
Scrivendo quest’articolo rivivo la storia, la storia sportiva d’Albania. Quasi tutti i vari sport sono stati introdotti dalla vicina Italia. Dal calcio e fino al ciclismo.

I pionieri italiani dello sport albanese

Avendo come modello il Giro d’Italia, e con biciclette della ditta Bianchi, l’Albania varò il suo giro nel lontano 1925 (pri,o fra gli Stati balcanici). Mi sovvengono i preziosi contributi degli istruttori italiani, che lavorarono qui prima della seconda guerra mondiale, e offrirono la loro esperienza pure nel campo dell’organizzazione. Inoltre parecchi studenti albanesi si diplomarono all’Accademia di Educazione Fisica di Roma, diventando i primi specialisti che, armati del bagaglio tecnico del tempo, operarono con entusiasmo nel nostro Paese. Un altro "evento" si registrò a Shkodër (Scutari); negli anni Venti fu fondata una squadra di calcio dal nome Juventus, i cui giocatori indossavano la maglia dagli stessi colori della compagine torinese.

I giocatori albanesi nelle grandi del calcio italiano

Ma la storia si fa anche con le immagini conservate nel cassetto, in quanto il retaggio della memoria spesso va a discapito della realtà.
La Kombëtarja (Nazionale), campione dei Balcani nell’anno 1946. Il primo giocatore che vedo sulla destra è Loro Boriçi, il calciatore e l’allenatore più popolare del calcio albanese: nel campionato italiano 1941-42 giocò con la Lazio, assieme al grande Piola. Il secondo a destra è il portiere, protagonista indimenticabile di quegli incontri che condussero la rappresentativa albanese alla conquista del titolo balcanico ’46 (primo torneo ufficiale europeo dopo il conflitto, disputato da Albania, Bulgaria, Jugoslavia e Romania). Il suo nome è Giacomino Poselli (Xhakomino Pozeli), un italiano che diede tanto al calcio albanese, e fece ritorno in patria lasciando molti rimpianti nei suoi compagni ed in tutto il pubblico.
Poi scorgo Riza Lushta. Giocò molti anni in Italia, dopo essersi trasferito dallo Sportklub sin dal 1939. Iniziò dal Bari e poi alla Juventus di Torino, con la quale vinse la Coppa Italia 1941-42, e poi rendendosi protagonista della classifica marcatori 1942-43.
Un altro ex calciatore dello Sportklub è Naim Krieziu. Percorse nello stesso periodo una brillante stagione con la Roma, conquistando lo scudetto del 1941-42. Dopo rimase nel calcio: allenatore professionista della categoria maggiore.
Ritratto con la maglia del Bologna è Sllave Llambi: ritornò in Albania con Boriçi, costituendo uno dei punti di forza della Kombëtarja.
Altri Albanesi giocarono in seno a società italiane negli anni Quaranta, seppure per un tempo alquanto breve. Portarono con sé il fardello di una fruttuosa esperienza che consentì loro di divenire titolari della Nazionale del ’46.

I rapporti italo-albanesi fra oblio e ripresa

Pure durante il lungo periodo di oblio delle relazioni italo-albanesi dal dopoguerra, l’Italia ha costituito un modello. Tramite i canali televisivo e radiofonico i giovani albanesi hanno seguito e seguono lo sport italiano. Da Mazzola a Riva, da Zoff a Scirea; dalla Simeoni a Mennea e Moser; fino alla nuova generazione dei Bugno, Schillaci, Baggio, Zola, Tomba, Bordin e altri, la cui attività è oggetto di profondo interesse.
È difficile trovare un altro Paese che segua con tanta dedizione gli incontri del campionato italiano di calcio, ed in specie da quando – grazie al CONI e personalmente al Dr. Mario Pescante – ci è stata offerta la possibilità d’introdurre nella nostra schedina, ogni settimana, cinque incontri del campionato italiano.
Venti di cambiamento stanno spirando sulle nostre relazioni. Così come l’Italia è venuta incontro agli emigranti parimenti il suo atteggiamento è tale verso gli sportivi. La pubblicazione sul mio bisettimanale «Sporti» (oggi «Sporti Shqiptar», settimanale, n.d.G.A.) di articoli dedicati allo sport italiano vuole essere un simpatico atto di amicizia, denso d’interesse per i nostri appassionati.
Indicativa è stata la firma tra CONI e Comitato Olimpico Albanese di un accordo che ha apportato notevole giovamento al nostro sport, in virtù dei molti scambi previsti. Oltre e fuori a detta intesa, il protocollo ne sottolineava ulteriormente la premura: una sollecitudine umana che un Paese sviluppato porge ad uno impreparato ed in difficoltà.

La stampa albanese e italiana

Da un punto di vista giornalistico lo sport albanese sulle pagine della stampa italiana annovera ottimi conoscitori. «La Gazzetta dello Sport» segue l’Albania attraverso gli scritti del pisano Giovanni Armillotta. Il «Guerin Sportivo» e «Il Corriere dello Sport» dànno il loro regolare contributo mediante la penna del barese Giuseppe Montagna. Inoltre il giornalista e grande statistico, Luigi Mengoni, da anni studia la nostra atletica minuziosamente: ciò gli ha permesso di pubblicare libri ed opuscoli su di un argomento inedito a livello mondiale. Oltre a questi mi preme ricordare la fama di albanologo sportivo dell’altoatesino di Bressanone, Orlando Mazzoli, Segretario Regionale della Federazione Italiana Collezionisti Materiale Calcio.
E noi, loro colleghi, , diffondiamo sul nostro giornale i successi e i dati dello sport italiano: il bisettimanale «Sporti» con le sue 60 mila copie copre ogni angolo del Paese.
La cooperazione fra Italia e Albania è un punto fermo. Anche se in passato si è avuto un suo forte sviluppo – poi bloccatosi per il susseguirsi delle vicende politiche – non ha mai cessato di essere auspicata e desiderata da tutti.

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© Giovanni Armillotta, 1999